GENOVA PER NOI

Accidenti quanta polvere ho trovato in questo mio piccolo spazio dove ho sempre cercato di fare ironia spicciola, qualche sfogo personale, qualche racconto di me stesso e tanto altro.

Perché l’ho riaperto? Non lo so…. Una amica blogger mi ha mandato un messaggio di disperazione perché non riusciva ad accedere e mi ha fatto venire tristezza mista a voglia di riprendere a scrivere qualche sciocchezza delle mie.

In tutti questi anni ne sono successe tante, troppe e in ogni campo. Non voglio esprimere nessun pensiero politico, sono schifato e deluso…. Forse voglio sfogarmi per quello che sta succedendo a Genova, la mia amata e meravigliosa città (pur essendo genovese di adozione, visto che avevo due anni quando sono arrivato definitivamente qui dalle Marche, mia regione di nascita ed origini).

Ma prima di esprimere il mio dolore, il mio disappunto, il mio malessere sull’ennesima tragedia genovese vorrei copia incollare un bellissimo articolo che ho trovato in un sito genovese DOC: www.ilmugugnogenovese.it  è un bell’articolo dove vengono spiegate nove cose tipiche di Genova:

1- Saliscendi: molte città italiane sono costruite in zone pianeggianti o, quantomeno, la maggior parte del complesso urbanistico è su terreno piano. Chi viene a visitare Genova, una delle prime cose da cui rimane colpito è la verticalità. Dove li trovi gli ascensori, le funicolari, che ti portano direttamente da un quartiere all’altro, solamente salendo? Viviamo in una città “adagiata” su una costa severa che non concede molti spazi.

NO, qui non avrai pianura.

NO, qui non avrai strade dritte e larghe con enormi palazzoni tutti uguali.

Qui è tutto saliscendi, zone pianeggianti? Giusto dove c’è mare! Il resto è un complesso di case, chiese, torri, grattacieli e colline su vari “livelli”… Questo punto, vi annuncia già il prossimo, naturale, collegamento.

2- Voi direte: Ma le bici dove sono? Un altro fattore che balza all’occhio del foreste (specialmente di Pianura). Un Genovese vi direbbe: Belin, oua ne vedo sin troppe rispetto a qualche tempo fa! Considerate che, manco 10 anni addietro, scorgere una bici in centro era una sorta di visione mistica. Perché? La risposta è semplice: prova tu a fare il tragitto casa-lavoro in bici, ogni giorno, in qualsiasi stagione, senza incappare in qualcuna delle seguenti avversità. Troverai almeno:

  1. A) due rampe dal 19% di pendenza ed una crono-scalata in ogni rettilineo (che manco Pantani) per evitare di esser stirato dai tranquilli Genovesi al volante.
  2. B) un percorso in stile Banzai, per sopravvivere alle continue ed improvvise strettoie, buche e non solo, che presenta il suolo stradale!
  3. C) almeno 5 motociclisti che ti faranno dei “peli” assurdi per arrivare 0,15 secondi prima al semaforo (come se pigliassero una medaglia)
  4. D) dulcis in fundo, qualche cinghialetto qua e là, specialmente la sera nel buio totale…

Genova è fatta di saliscendi, come già detto, e quasi la totalità dei tragitti, presenta insidie non indifferenti per un umile ciclista!

3- Le moto: i foresti ci vedono come dei folli scellerati quando sfrecciamo con i nostri scooter, le nostre Vespe, per le vie di Genova. Per noi è normalità. Un primo fattore di questa “giungla-motociclistica” è dato dalle vie Zeneixi: non sono così “agevoli” agli occhi di chi è abituato a stradoni larghi e mega-rotonde. “Prova tu a girare col SUV, o qualche macchina più lunga di tre metri, nei grovigli di strade nel Centro!”. Un altro aspetto importante è la quantità di veicoli a 2 ruote. La maggior parte dei guidatori ha “paura” quando una moto lo sorpassa o gli sta accanto a pochi centimetri, fermo al semaforo. “E se lo tocco?” “ora lo butto giù senza volere!” “maledetti motociclisti“: pensieri tipici, vi capiamo! Siamo abituati ed abbiamo fatto un po’ di pratica in questo tipo di traffico, mentre agli occhi dei foresti tutto pare una giungla selvaggia.

Consiglio spassionato: Voi lasciateci fare, nessuno vi farà del male…

4- Mare NON significa sabbia: a Genova, la sabbia (quella che intendi tu) non la trovi. Non ci sono granelli fini, bianchi, stile Hawaii! E, a chi si lamenta di questa “carenza”, io chiedo: perché vieni qui per poi lamentartene? Aspettarsi la sabbia a Genova è come andare in un locale Ligure e aspettarsi la polenta preparata sulla stufa. È come recarvi nelle Dolomiti e chiedere dov’è la spiaggia libera più vicina… Dai, suvvia un po’ di decenza!
Un Genovese, quasi, preferisce gli scogli alla sabbia! Il momento in cui trova il suo angolo perfetto, è qualcosa di fantastico, meglio di una ultra-sdraio ergonomica! Inoltre, uno scoglio, non diventerà mai rovente quanto può diventarlo la sabbia, rendendo l’accesso al mare un vero e proprio calvario!
P.S: per venire qua e dire “che mare di merda!“, sguazza pure nel tuo stagno d’Oltralpe… Idrosca-che?!?.

5- Focaccia ovunque: la potete trovare in ogni, OGNI, angolo da çittæ. I panifici son migliaia e difficilmente trovi focacce “non accettabili”. Certo ci sono alcuni commercianti che vendon simil-focacce, ma son veramente pochissimi. Puoi trovarla nei supermercati, nei bar, nei ristoranti, un po’ ovunque! Raramente rimarrai deluso!

6- Pesto, quello vero. Qua, se sai cercare, trovi quello autentico. Quello per cui, molti turisti, rientrano dalle vacanze con Kg e Kg di vasetti verdi. Purtroppo mi dispiace deludervi: potrete portare via tutti i vasetti che volete, ma non potrete mai avere il pesto come “resta” qua! Mi spiego meglio: mi è capitato di portare il pesto in “regalo” ad amici fuori Liguria e… puf: cambia colore, diventa più forte e scuro… Direte voi: Hai portato del pesto cattivo, conservato male! Vi inviterei ad assaggiare quello che faccio in casa, coltivando il basilico sul poggiolo, (lo stesso che regalo agli amici) per farci, subito dopo, una risata, ripensando ad uno di quei barattoli di finto-pesto… Sarà l’atmosfera, la pressione, il clima, sta di fatto che al 90% dei casi, il pesto, vi cambierà sapore ed aspetto una volta “espatriato”.

7- Colori delle case. Già, per noi è cosa normalissima, per molte altre città no! Questa particolarità mi è stata fatta notare da un’amica sarda. Si parlava di Camogli ed è saltato fuori il discorso, generalizzandolo poi su tutta la Liguria. Noi lo diamo per “scontato”, ma le case così colorate sono una caratteristica della riviera ligure. Il vostro pensiero sarà subito “ belin ma sai che brutto tutto monocolore, o “spento”?” Eppure, a quanto pare altrove è così… (sicuramente non ovunque, ora si generalizza! Mi pare ovvio).

8- Vestiamo di BLU! Vi starete domandando: si è rimbelinito all’improvviso? No, cari miei. Questa curiosità, mi è stata segnalata da molti amici e studenti fuori sede. Noi vestiamo BLU. Non sempre, ovviamente, ma molto più spesso di quanto potremmo pensare. Una foreste: “Dalle altre parti prevalgono il nero, il grigio o colori belli accesi… Qui vedo quasi sempre blu e verdone.“… E io: “ma va, figuritæ!” e nel mentre, mi è stato fatto notare il mio abbigliamento: Jeans scuri e una camicia a quadri blu e verdone… O bello segnu cao mi sa che non aveva tutti i torti!
Fateci caso anche voi, girando per strada… Belin, non me l’ero mai data!

9- La Maccaia! Potremmo definirla un po’ la “nostra nebbia“, giusto per venirvi incontro, farvi sentire meno tristi nel vostro grigiore padano, ma…. NO, non c’entra nulla con la Nebbia. La maccaia, a volte, è una fortuna; d’inverno ci salva dal gelo e temperature bassissime che, sul mare, accuseremmo molto di più rispetto alla pianura! A volte invece, è un vero incubo, specialmente d’estate con quel debole vento caldo, ristagnante che genera AFA. Quando arriva la Maccaia, in città si registrano mugugni a livelli stratosferici, fummasci costanti e sccioppon de fotta a ripetizione! Per fortuna non dura molto, ma per chi non l’avesse mai provata prima, l’impatto sarà devastante…

Ora torno a scrivere di mio… dopo queste simpatiche caratteristiche che non sono sempre cose positive devo dire che per un genovese Genova è la città più bella del mondo, sei al mare e con pochi chilometri ti ritrovi in collina con vista mare e, a volte, quando il cielo è limpido, si riesce anche a vedere la Corsica. Ci sono scorci panoramici incredibili, su una costa frastagliata. Ci sono opere artistiche, architettoniche e culturali di valore inestimabile, al punto da non invidiare altre città come Firenze, Milano ecc. ecc…. per non parlare del clima (poveri milanesi, come farebbero senza la Liguria?)

Abbiamo anche tanti ponti, purtroppo…. E uno è diventato tristemente famoso il 14 agosto scorso. Quel ponte, crollando, non solo ha causato 43 vittime, centinaia di sfollati e traffico asfissiante… ha spezzato in due la città e ne stiamo pagando tutti le conseguenze con molto più smog, più stress da code chilometriche… più tristezza.

Per carità, ormai siamo abituati a vedere la città abbattuta dopo le varie alluvioni, ma il genovese si rimbocca le maniche e fa andare le cose come devono andare, come vuole lui, senza attendere l’aiuto esterno… anzi, meglio che non arrivi nessun foresto ad aiutare, siamo gelosi della nostra casa, della nostra città… siamo così.

Però per un ponte il discorso cambia, abbiamo necessità di sistemare le cose ma da soli non possiamo far nulla…. Potremmo giusto farlo se ci consentono una rateazione di almeno 80 anni… se è consentito a qualcuno perché a noi no?

Il Governatore e il Sindaco hanno fatto tanto e a loro va il nostro ringraziamento e plauso (indipendentemente dai pensieri politici), ma ora serve lo stato… ed ecco la latitanza dei fatti, mentre di parole, promesse e dichiarazioni acchiappa consensi sono pieni tutti i giornali.

D’altronde abbiamo visto, purtroppo, le lungaggini per l’ultimo terremoto nel centro Italia…. C’era da immaginarselo.

Questa è una città ferita, ma non in ginocchio (il genovese, per la propria città, non sarà mai ridotto in ginocchio)… vogliamo solo avere la possibilità di fare ciò che sappiamo fare: far risplendere il sole sulla lanterna… e presto.

Insomma: basta parole, vogliamo i fatti!!

Scusate lo sfogo… ma Genova, ora, è invivibile… cosa dobbiamo fare?

Un abbraccio a chi passa.

Imperf

GENOVA PER NOIultima modifica: 2018-10-26T11:11:00+02:00da imperfetta.ment
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